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Cantina De Bacco

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VE LO DO’ IO IL PROFUMO DEL MOSTO SELVATICO

Avete presente il profumo del mosto selvatico? Ecco, tutta un’altra storia.

Perché si fa presto a dire ” eh ma voi, che lavorate in mezzo alla natura siete fortunati“, si fa presto a dire “vorrei fare il vignaiolo”, si fa presto a pensare che sia tutto facile.

Nossignori, lavorare sotto il cielo non è tutto sole, cuore, pace, amore.

Vi assicuro che quando tuo fratello ti chiama all’una e mezza di notte per dirti che la tanto temuta gelata primaverile è in arrivo e ti devi alzare di corsa per andare a tentare di salvare il salvabile accendendo fuochi tra i filari, tutto l’aspetto appassionatamente bucolico del tuo lavoro va a farsi benedire in tempo zero.

Così, dopo una nottata da supereroi a sconfiggere il gelo, sono qui che tra una palpebra che cala, il mal di gola e l’odore di fumo che neanche dopo 10 docce con lo Chanteclair credo riuscirò a levarmi di dosso, che penso inevitabilmente alla scena del film ‘Il profumo del mosto selvatico ‘ in cui mezza Fazenda è disperatamente impegnata a  tentare di salvare il vigneto dalla gelata , mentre lo svampito e la svampita amoreggiano tra i filari, improvvisando un balletto assurdo ( con delle ali che neanche le Winx ai tempi migliori) , sotto lo sguardo cagnesco del padre della svampita.

E niente, un giorno sei la svampita che sogna una vita melodrammatica ma ad un tratto sei vignaiola e ti trasformi nel padre della svampita.

Sì perché se sei giovane e donna ma sei anche vignaiola non hai tempo per le soap opera, niente occhi a cuore e puccipucci.

Devi essere: vignaiola, imprenditrice, moglie, amica, un casino. Una specie di caterpillar con il rossetto, una roba anche quasi brutta da vedere, forse.

Ma se vuoi far quadrare il cerchio è così che devi essere.

Nonostante tutto, siamo riusciti a limitare i danni, abbiamo fatto come sempre quello che era in nostro potere per cercare di salvare i nostri adorati vigneti e questo è quello che conta.

Essere vignaioli è difficile, lavorare sotto cielo è difficile, far tornare i conti è ancora più difficile.

Il mondo del vino ispira sempre poesia, ma la realtà è ben diversa.

E’ il nostro lavoro e probabilmente non avremmo potuto fare altro nella vita.

Ultima cosa: lo dite voi alla svampita che non si va a combattere il gelo indossando una sottoveste bianca di seta? Grazie.

 

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