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Territorio

Vinifichiamo uve provenienti dai nostri vigneti situati nell’area della viticoltura storica del Feltrino.

UNA VALLE AI PIEDI DELLE DOLOMITI

Dove un inverno lungo consente alle viti un riposo prolungato, dove tra la primavera e l'estate repentini sbalzi termici fissano nei grappoli generose fragranze e profumi.
Dove autunni scanditi da mattinate frizzantine e opulenti rugiade, rendono i grappoli delicati.

Gli appezzamenti sono molto piccoli, talvolta anche di pochi metri quadri, e si trovano nei comuni di Feltre, Fonzaso, Arsiè, Pedavena, Seren del Grappa e Cesiomaggiore.

Gran parte dei vigneti trova dimora sui ripidi pendii ghiaiosi di Mugnai, piccolo paesino ad ovest di Feltre dove l’azienda nasce, sulle pendici dello Spiesa e del monte Aurin.

Le estreme condizioni di coltivazione danno dei vini unici ed irripetibili.

VITICOLTURA SOSTENIBILE

Una lavorazione naturale sia nella vigna che nella cantina ripercorre gesti e tradizioni antiche che si perdono nelle origini delle nostre valli, rendendo questo vino non solo unico ma ancor più straordinario.

DIFESA INTEGRATA

Seguiamo le linee tecniche di difesa integrata, riduciamo al minimo i trattamenti necessari. Le vinificazioni sono condotte in modo naturale con un sapiente ed attento controllo delle temperature. Le grandi acidità, tipiche delle nostre uve, permettono di limitare al minimo l'utilizzo dei solfiti, ottenendo un prodotto genuino e rispettoso della tradizione.

COSTE DEL FELTRINO

Siamo tra i soci fondatori e promotori del ``Consorzio Coste del Feltrino``.
Il Consorzio nasce nel marzo 2015 su iniziativa di un gruppo di viticoltori per soddisfare le esigenze di caratterizzazione di tutte le aziende del settore che operano all'interno della zona di ``viticoltura storica`` del Feltrino.

UN'AREA GEOGRAFICAMENTE LIMITATA

Zone favorevoli e versanti con le migliori esposizioni, con l'esclusione dei fondovalle e delle zone umide, coincidente con un territorio che fino al secolo scorso era ampiamente vitato e che comprende i comuni di Arsiè, Fonzaso, Feltre, Seren del Grappa, Pedavena, Sovramonte, Lamon, Cesiomaggiore, San Gregorio nelle Alpi e Santa Giustina.

UNA REGOLA ANTICA

A testimoniare la grande diffusione della viticoltura Feltrina c'è lo STATUTO DEI VIGNAIOLI del Monte Aurin.
Un' area che ha dunque un passato glorioso per la produzione di vini, ma che negli ultimi 100 anni, ha assistito a un progressivo, inesorabile abbandono, conseguenza di emigrazione e industrializzazione. Fortunatamente negli ultimi anni sono nate alcune aziende vitivinicole che hanno voluto salvare e valorizzare questo patrimonio, rimoltiplicando le antiche varietà come Pavana, Bianchetta e Gata e sperimentando con successo altre cultivar autoctone, nazionali e internazionali. Ciò ha permesso di ricreare un modello vitivinicolo di carattere non intensivo, fatto di appezzamenti di dimensioni medio-piccole, molto legato al territorio e alla tradizione che lo caratterizza e che ben si integra con le straordinarie valenze paesaggistiche del Feltrino e con le altre attività agricole attualmente esistenti.

UNA REGOLA NUOVA

I soci sono tenuti ad osservare la Regola di Produzione, nella quale sono indicate le varietà che possono fregiarsi del marchio del Consorzio con tutte le esclusioni del caso (fra le quali le più rilevanti sono sicuramente l'esclusione del Prosecco e delle varietà che non si integrano col territorio o che non garantiscono risultati enologici di eccellenza), i confini geografici dell'area di produzione, il metodo di coltivazione, densità minime di impianto, sistemi di allevamento, rese massime per ettaro, gradazioni minime e caratteristiche al consumo.
Regole quindi molto severe, tese a restringere ancora di più il disciplinare dell'IGT ``Vigneti delle Dolomiti`` che oggi caratterizza l'area e a porre le premesse per l'ottenimento di una denominazione di origine che possa tutelare le caratteristiche uniche di storia (si pensi ad esempio allo statuto dei vignaioli del monte Aurin che risale addirittura al 1518), qualità (certificata da riconoscimenti internazionali ad aziende vitivinicole del territorio) ed eccellenza di questo areale viticolo.

GLI OBIETTIVI

Promuovere una viticoltura ``sana`` non intensiva e pienamente sostenibile dal punto di vista paesaggistico ed ambientale, che vieti l'utilizzo di prodotti fitosanitari tossici e gli interventi a calendario, limitando quanto più possibile il numero dei trattamenti.
Il Consorzio sta collaborando con un locale consorzio di apicoltori e con l'Istituto Zooprofilattico di Padova da un lato per l'adozione di modelli di produzione che risultino non nocivi per le api e gli altri insetti pronubi, dall'altro per offrire ad aziende agricole e privati un'opportunità di diversificazione e sviluppo delle proprie attività agricole, contribuendo così ad evitare l'abbandono delle nostre campagne e la perdita di valenza turistica che ad esso inevitabilmente consegue. In quest'ottica il Consorzio sta programmando l'eliminazione dai propri processi produttivi di alcuni principi attivi consentiti dalla legge ma ritenuti dai soci non compatibili con la qualità ambientale del territorio e sta collaborando con un locale consorzio di apicoltori e con l'Istituto Zooprofilattico di Padova per l'adozione di modelli di produzione che risultino non nocivi per le api e gli altri insetti pronubi.